E-commerce e le nuove catene piramidali fraudolente

Truffe buy & share, nuovi schemi piramidali stile Schema Ponzi

Le truffe continuano a correre online, stavolta tocca ai siti e-commerce di buy & share i quali promettono l’acquisto di beni molto richiesti e di pregio come ad esempio gioielli o smartphone molto ambiti ( iPhone e Samsung fascia alta) a prezzi vantaggiosi, previa prenotazione pre acquisto.

Lista siti e-commerce sotto pericolosi – Cyber Truffa

Negli ultimi tempi sono stati portati all’attenzione dell’Antitrust alcuni e-commerce che si basano su gruppi di acquisto tra cui dueamici.it, zuami.it, listapro.it, shopbuy.it,  ibalo.it, www.tekkami.it, girada.it.

Come funzionano siti e-commerce gruppi di acquisto con schema piramidale

Ma nella pratica come funzionano queste ennesime truffe online che ricalcano il famoso Schema Ponzi?

In sostanza promettono l’acquisto di un prodotto di pregio o molto ambito ad un prezzo apparentemente super vantaggioso, ma quello pubblicizzato è il prezzo prenotazione, con il quale ci si inserisce in un gruppo d’acquisto, di cui si conoscerà la lista solo dopo aver effettuato il relativo bonifico e la registrazione, si scopre poi che solo pochi lo pagheranno al prezzo scontato reclamizzato, gli altri lo pagheranno una cifra ben superiore a quella promessa. Sembra evidente che questo meccanismo è chiaramente un truffa online che fa leva su promesse poco chiare e sull’ingenuità degli acquirenti che spesso non si prendono la briga di leggere tutta la documentazione ed i “Termini di Servizio” prima di procedere all’acquisto.

Fortunatamente qualcuno lo fa e proprio grazie a questi attenti consumatori è possibile smascherare siti web fraudolenti e cyber truffe.

Cosa dice la legge in merito alle catene piramidali?

Sostanzialmente si tratta di catene piramidali che dovrebbero essere punite penalmente ma la legge non è di così facile applicazione, perché se la a legge 173 del 2005 sanziona penalmente catene in cui c’è un incentivo economico a fronte di mero reclutamento, vendita o promozione di beni o servizi, con il successivo decreto legislativo 146 del 2007 (art. 5) viene esclusa la rilevanza penale della condotta posta in essere nei rapporti di consumo tra professionista e consumatore, quale appunto è quella che si instaura tra i siti di B&S (in questo caso il professionista) e gli acquirenti; di conseguenza “tali pratiche possono essere considerate commercialmente scorrette ma non anche reato”. L’articolo 23, comma 1, lettera p, del suddetto Dlgs recita infatti che “sono considerate in ogni caso ingannevoli le pratiche commerciali atte ad avviare, gestire o promuovere un sistema di promozione a carattere piramidale nel quale il consumatore fornisce un contributo in cambio della possibilità di ricevere un corrispettivo derivante principalmente dall’entrata di altri consumatori nel sistema piuttosto che dalla vendita o dal consumo di prodotti”. In poche parole l’art. 5 del suddetto decreto afferma che non sono considerabili reato tali pratiche commerciali se sono inserite in un rapporto di consumo tra professionista e consumatore”.

Perché ci si casca?

Ci cascano in tanti perché all’inizio, quando avviene la fase di reclutamento, i primi acquirenti riescono realmente ad ottenere i prodotti desiderati ad un prezzo di favore, ma quando il flusso rallenta, gli ultimi non hanno più nessuno su cui “scaricare” parte del prezzo di acquisto reale e quindi o continuano ad aspettare oppure rinunciano, perdendo quanto già versato, o acquistando a prezzo pieno.

C’è anche da dire che alcuni utenti si addentrano in questi sistemi perché ambiscono essi stessi a facili guadagni: sperando di acquistare i prodotti scontati con l’intenzione di rivenderli.

Fare attenzione – Come tutelarsi

Ciò su cui bisogna stare molto attenti è il diritto di recesso, queste società tendono a scorporare artificiosamente il diritto di recesso, dividendolo in una fase iniziale, quando si effettua il pagamento con 14 giorni a disposizione per rinunciare, e in una fase successiva, quando si entra in possesso dell’oggetto, superati i quattordici giorni dal pagamento quindi il cliente può trovarsi ad essere ancora in attesa e non avere più il diritto di recesso. A questo punto deve aspettare all’infinito oppure pagare il prezzo pieno che il sito indica, e che solitamente è maggiorato rispetto al mercato”. Va chiarito che, se si completa l’acquisto e poi si vuole recedere all’arrivo della merce, ci si vedrà restituire solo l’80%, come previsto dalle clausole che si sono accettate.” (Fonte Aduc)

Fortunatamente l’Antitrust ha iniziato a prendere i primi provvedimenti, ma l’unica vera difesa per il consumatore è quello di informarsi e capire bene come funziona l’offerta e dove si annida la truffa.


adoc veneto, associazione in difesa dei consumatori

Speriamo che questo articolo possa esserti d’aiuto per difenderti dai siti buy&share fraudolenti e ricorda  che AdocVeneto è al tuo fianco per comprendere i meccanismi del commercio online, la finanzia e mettere al sicuro i tuoi risparmi!

Noi di AdocVeneto seguiremo con attenzione queste tematiche, cercando di tenervi sempre aggiornati!

Ricordate: l’informazione genuina è uno strumento indispensabile per difendere e far valere i nostri ed i vostri diritti di consumatori.

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