Cancro: scoperte le iterazioni tra le proteine presenti nelle cellule tumorali

La scoperta arriva da un gruppo di ricercatori capitanati dal professor Stefano piccolo, docente di Medicina moecolare all’Università di Padova e direttore del programma “Biologia dei tessuti e tumorigenesi” all’Istituto Firc di Oncologia molecolare di Milano, autore di uno studio sull’iperattività delle cellule tumorali sostenuto dall’Airc e pubblicato sulla rivista scientifica Nature Medicine a doppia firma con il collega padovano Michelangelo Cordenonsi.

Dna

Ma in cosa consiste questa scoperta? Attraverso nuove tecniche spettrometriche di massa, che consentono di isolare le proteina e trovare la lista dei suoi partner, i ricercatori si sono concentrati sulla proteina Yap, presente in tutte le cellule tumorali, e hanno scoperto che l’elenco delle proteine compatibili comprendeva la proteina Brd4, proteina che possiede proprietà “dopanti”, è il doping del cancro. Posto che la presenza di Yap è indifferente nelle cellule sane ed essenziale in quelle tumorali, i ricercatori volevano capire perché queste ultime riescono a crescere in maniera esponenziale anche con meno energia e in condizioni estreme. La risposta è proprio nell’effetto dopante di Brd4, che conferisce a Yap una sorta di superpotere.

La scienza non ha ancora trovato la chiave per generare farmaci contro Yap mentre il rimedio contro la proteina “dopante” sembra molto più vicino, tanto che i ricercatori hanno colpito Brd4 con un farmaco sperimentale e hanno dimostrato che questa strategia può essere efficace per combattere il cancro. Attraverso questo farmaco sperimentale le informazioni di Brd4 vengono modificate e di conseguenza non riesce a legarsi con i partner che sta cercando.

La tossicità dei farmaci utilizzati non è ancora chiara, ma questo nuovo meccanismo chemioterapico amplierebbe l’offerta delle cure e potrebbe rendere sensibili alle cure anche alcune forme di tumore che hanno sviluppato una resistenza ai farmaci.

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