Asili nido e mense

Una famiglia media italiana, con un bambino al nido e un altro alla materna o primaria, spende al mese 382 euro, precisamente 300 euro per la retta dell’asilo e 82 euro circa per la mensa.  Questo è ciò che emerge dal Dossier “Servizi in…Comune. Tariffe e qualità di nidi e mense” presentato da Cittadinanzattiva.

Cittadinanzattiva è un’organizzazione nata nel 1978 che promuove l’attivismo dei cittadini per la tutela dei diritti, la cura dei beni comuni, il sostegno alle persone in condizioni di debolezza. Questa organizzazione si rifà all’articolo 118 che riconosce l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale e, sulla base del principio di sussidiarietà, prevede per le istituzioni l’obbligo di favorire i cittadini attivi. La parola d’ordine di Cittadinanzattiva è “perché non accada ad altri”.

Le tariffe livello nazionale sono stabili per gli asili nido, mentre sono in crescita per le mense scolastiche. A pesare sono le differenze regionali: per gli asili si va dai 100 euro al mese di Catanzaro ai 515 euro di Lecco; per la mensa scolastica dai 32 euro di Barletta ai 128 euro di Livorno. Nel sud d’Italia i servizi costano meno ma risultano anche più carenti.

Per quanto riguarda i nidi la tariffa media, come abbiamo detto, è di 300 euro ma con differenze regionali. La Calabria è la regione più economica con 160 euro, il Trentino Alto Adige è la più costosa con 472 euro. Per quanto riguarda i capoluoghi il più economico è Catanzaro con 100 euro, mentre la più costosa è Lecco con 515 euro. Agrigento ha avuto un aumento record dell’80%, mentre le rette sono diminuite a Ravenna (-20,5%), La Spezia (-18%), Bologna (17,8%), Ferrara (-10%) ed Udine (-4,8%).

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Le differenze non si fermano solo sui costi ma anche sulla disponibilità di posti nei nidi pubblici. L’obiettivo europeo di copertura del 33% è ancora lontano. La copertura media nazionale dei nidi è del 21,7%: al Centro con il 30,2%, nel Nord Est con il 28,1%, Nord Ovest con il 24,2%, nel Sud e nelle isole solo l’11,2%.

Sono presenti anche regioni che superano la soglia europea: la Valle D’Aosta, l’Umbria, l’Emilia Romagna e la Toscana. Il primato negativo va invece alla Campania e alla Calabra, dove si raggiunge a fatica la soglia del 10% di copertura della potenziale utenza.

Questo dossier coglie l’occasione per presentare una serie di proposte a sostegno di scuole e mense. Cittadinanzattiva chiede che “il servizio mensa rientri nei livelli essenziali delle prestazioni e venga erogato gratuitamente”. Non devono più accadere casi come quelli di Lodi con l’esclusione dei bambini dalla mensa. L’organizzazione chiede che, come avviene per i pasti erogati all’interno delle strutture ospedaliere, tale servizio rientri nei livelli essenziali delle prestazioni, ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione e che quindi venga erogato gratuitamente. In attesa di tale, misura bisogna impedire l’esclusione del servizio mensa per qualsivoglia motivo, di natura sociale, religiosa, economica.

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