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AirBnB e Bed&Breakfast: come guadagnare con la sharing economy

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La crisi economica e il crollo delle entrate ha creato la necessità, per le famiglie, di avere un reddito aggiuntivo per far quadrare i conti. Una delle soluzioni adottate è quella di condividere una porzione o l’intera casa, tramite le risorse della sharing economy o l’apertura di un tradizionale bed&breakfast.

Cos’è la sharing economy?

La sharing economy, o economia della condivisione, poggia la sua filosofia su tre pilastri:

1) Condivisione, ovvero l’utilizzo comune di una risorsa, intesa come profilo distinto dalle forme tradizionali di reciprocità, redistribuzione e scambio.

2) Relazione orizzontale (peer-to-peer) tra soggetti di pari dignità che si scambiano beni e servizi basandosi su reciproche promesse.

3) Presenza di una piattaforma tecnologica, sotto forma di siti internet o app mobile, che supporta e rende possibili le relazioni digitali.

Per quanto riguarda la sharing economy nel settore immobiliare, gli italiani si dividono tra chi decide di aprire un bed&breakfast o un’affittacamere e chi si appoggia alle applicazioni quali AirBnB o Homeaway

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Il bollo auto va abolito, ma no all'aumento delle accise

Con aumento accise su carburanti danno per tutti i cittadini a causa del rialzo dei costi di trasporto dei beni. In Italia il 90% del trasporto merci avviene su gomma.

bolloauto

Abolire il bollo auto e contestualmente aumentare le accise sui carburanti, come proposto da Matteo Renzi incontra il parere contrario dell’Adoc. Renzi infatti afferma che in questo modo pagherebbe soltanto chi inquina, ma questo non è vero. Un aumento delle accise comporterebbe un ricarico gravoso per tutti i consumatori.

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Canone Tv, spostato al 16 maggio il termine per presentare la dichiarazione sostitutiva

vecchia tv

L’Agenzia delle Entrate ha anche chiarito i casi in cui il consumatore è tenuto a presentare la dichiarazione sostitutiva, tramite esempi leggibili di seguito. Per maggiori informazioni sulla nuova normativa è possibile consultare la Guida sul Canone Rai realizzata dall’Adoc e scaricabile a questo link: http://www.adocnazionale.it/download/canone-tv-la-guida-completa/

I consumatori avranno più tempo per presentare la dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento alla Tv. Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate viene spostato al 16 maggio 2016 il termine unico entro cui presentare la dichiarazione, sia in forma cartacea che online (in precedenza il termine era stato fissato al 30 aprile). In questo modo, i contribuenti possono presentare la dichiarazione in tempo utile per evitare l’addebito del canone da parte delle imprese elettriche, a partire dal mese di luglio 2016, qualora abbiano i requisiti previsti dalla legge.

Il provvedimento aggiorna anche le istruzioni relative alla compilazione del modello di dichiarazione sostitutiva, per tenere conto dei chiarimenti sulla definizione di apparecchio televisivo contenuti nella nota n. 9668 del 20 aprile 2016 del Ministero dello Sviluppo Economico ai fini del canone di abbonamento alla televisione. Il modello di dichiarazione sostitutiva e le istruzioni per la compilazione del modello, approvati con il provvedimento del 24 marzo 2016, vengono quindi sostituiti da quelli approvati con il nuovo provvedimento. Restano ovviamente valide le dichiarazioni di non detenzione già presentate.

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Conciliazione Paritetica - Sai cos'è?

Se hai mai ricevuto una bolletta troppo cara o con servizi aggiuntivi non richiesti, se hai subito un disagio dal tuo operatore, come una sospensione improvvisa del servizio o un'attivazione non richiesta, puoi risolverli con la conciliazione paritetica!

Le etichette a semaforo bocciate dal parlamento europeo, l'ADOC: "Buon primo passo, ora vengano abolite."

Il Parlamento Europeo ha bocciato l’etichettatura a semaforo, invitando la Commissione a “riesaminare la base scientifica, l’utilità e la fattibilità del regolamento nonché eventualmente a eliminare il concetto di profili nutrizionali”: L’etichettatura a semaforo indicava le soglie tecniche di determinati nutrienti “critici” come grassi, grassi saturi, zuccheri, sale per 100 grammi di prodotto, ignorando completamente però la quantità di prodotto che veniva effettivamente consumata, penalizzando in particolare eccellenze del Made in Italy e anche della prduzione agroalimentare del veneto. Adoc ha accolto favorevolmente questa decisione, rilanciando però immediatamente per ottenere il divieto di utilizzo di tale etichettatura nei paesi in cui è già in uso.

“L’etichettatura a semaforo è basata su un sistema nutrizionale assolutamente fuorviante per i consumatori e estremamente penalizzante le eccellenze nostrane, questa volta l’Unione Europea ha preso una decisione giusta e sacrosanta – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – ora ci auguriamo che questo sistema, adottato nel Regno Unito, che penalizza i prodotti italiani e di altri paesi europei con perdite nelle quote di mercato, soprattutto per le produzioni più piccole, locali e tradizionali, e in particolare per i prodotti d’eccellenza Made in Italy come l’olio extra vergine e il Parmigiano Reggiano DOP, venga definitivamente abolito. Questo sistema evidenzia le calorie, i grassi, gli zuccheri ed il sale presenti in 100 grammi di prodotto. Il sistema “a semaforo” non si basa sulle quantità di consumo del prodotto bensì sulla semplice e generica presenza di alcuni elementi. Di fatto i consumatori vengono ingannati sul reale valore nutrizionale dell’alimento. Ci auguriamo che l’Unione Europea vada oltre sul tema etichettatura, prevedendo nelle indicazioni obbligatorie la sede dello stabilimento di produzione o confezionamento per i prodotti alimentari, abolita dal regolamento europeo 1169/2011 in materia di etichettatura degli alimenti. Crediamo sia opportuno che l’Unione Europea estenda questa corretta previsione a tutti gli alimenti presenti nel mercato europeo, in modo da garantire la salute degli oltre 700 milioni di cittadini europei. Invitiamo inoltre il Parlamento e la Commissione a valutare l’apposizione sull’etichetta, obbligatoria per tutti gli alimenti, della bandiera dello Stato di origine dei principali ingredienti utilizzati nella composizione del prodotto. E’ necessario che i consumatori abbiano da subito la consapevolezza del luogo di origine del prodotto che intendono acquistare. L’utilizzo di pittogrammi come la bandiera dello Stato d’origine aumenterebbe il livello di trasparenza e sicurezza, garantendo l’acquirente sull’origine territoriale del prodotto. Al fine di evitare truffe, contraffazioni e usi illeciti dell’icona, fenomeno purtroppo in espansione oltre oceano, l’icona stessa deve adottare gli identici standard di sicurezza, in particolare riguardanti la filigrana, attualmente in uso sulle banconote, in modo da evidenziare, ad un rapido controllo, che si tratti di un’apposizione in regola con le normative nazionali ed europee e non di un falso.”

Medici in sciopero contro scelte del Governo: 16 dicembre stop di 24 ore

Sono 2 milioni le prestazioni sanitarie che potrebbero saltare per lo sciopero dei medici in programma mercoledì 16 dicembre. A rischio tutti i servizi, compresi gli esami di laboratorio - vista l'adesione di tutte le sigle sindacali dei camici bianchi - dagli interventi chirurgici (tra i 25mila e i 40mila quelli programmati che potrebbero essere rinviati), alle visite specialistiche (190mila). E ancora 80mila esami radiografici e 250 visite pediatriche.
 

Il Governo dice che nella Legge di Stabilità non ci sono tagli alla sanità pubblica, ma i medici non la pensano così. Ad incrociare le braccia saranno i medici dell’ospedale e quelli di famiglia. Le sigle sindacali del settore protestano contro il “grave e perdurante disagio ai cittadini da politiche orientate esclusivamente ad una gestione contabile del Servizio sanitario nazionale”.

sciopero mediciIn una nota congiunta i sindacati spiegano che la protesta è “contro il mancato finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, ma è anche una risposta ai recenti provvedimenti varati dal Governo, con l’unico obiettivo del risparmio economico, sempre meno legati all’obbligo di rispondere ai loro bisogni assistenziali secondo principi di equità, giustizia e sicurezza”.

I medici hanno ricordato le molte ragioni della loro mobilitazione, che partono da una difesa del servizio sanitario pubblico e del diritto alla salute e comprendono la pari dignità dei pazienti nelle diverse realtà regionali. Ma i camici bianchi difendono anche la dignità del loro lavoro e il futuro dei giovani dottori e si battono contro i tagli alle prestazioni ai cittadini e l'indifferenza del governo ai problemi della sanità.

 

 

“Il Patto per la Salute" prevedeva, per il 2016, 115,4 miliardi per il Fondo Sanitario Nazionale. Nella Legge di stabilità vengono assegnati solo 111 miliardi di euro. Una cifra del tutto insufficiente a far fronte alla domanda di salute dei cittadini. Questi nuovi tagli alle risorse per il Servizio Sanitario Nazionale avranno effetti disastrosi su qualità e disponibilità di servizi e prestazioni.

In tal modo si delinea una spinta sempre più forte verso servizi e prestazioni della sanità privata, prerogativa esclusiva di chi potrà permetterselo.

 

 

 

Il Governo dice che nella Legge di Stabilità non ci sono tagli alla sanità pubblica, ma i medici non la pensano così. Ed hanno proclamato uno sciopero generale di 24 ore per il 16 dicembre. Ad incrociare le braccia saranno i medici dell’ospedale e quelli di famiglia. Le sigle sindacali del settore protestano contro il “grave e perdurante disagio ai cittadini da politiche orientate esclusivamente ad una gestione contabile del Servizio sanitario nazionale”.

sciopero mediciIn una nota congiunta i sindacati spiegano che la protesta è “contro il mancato finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale, ma è anche una risposta ai recenti provvedimenti varati dal Governo, con l’unico obiettivo del risparmio economico, sempre meno legati all’obbligo di rispondere ai loro bisogni assistenziali secondo principi di equità, giustizia e sicurezza”. E’ forte l’accusa dei camici bianchi che denunciano “la mortificazione del ruolo, dell’autonomia e delle responsabilità dei medici, il cui esercizio professionale di garanzia viene intimidito e limitato”.

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